Sala VIII

Sala VIII

Gioielli aristocratici e borghesi
Accanto alla gioielleria di lusso, appannaggio delle classi aristocratiche, nasce nell’Ottocento una oreficeria borghese, aggiornata alle nuove mode e più raffinata di quella popolare, che al contrario si mantiene conservatrice nelle forme e legata a tradizioni di aree territoriali.
Particolarmente preziosi sono i gioielli che provengono dal tesoro della Confraternita della Madonna del Rosario in S. Domenico, tra cui spiccano una raffinata spilla in oro giallo, argento e diamanti a forma di tralcio vegetale che circonda una corolla di tulipano ed una spilla con ametista di gusto archeologico, del genere di quelle prodotte in Roma dagli orafi Castellani intorno al 1870 che recavano scritte religiose in greco o latino.

Lacci e catene
Durante tutto l’Ottocento la moda femminile fece largo uso di lacci e catene che vennero variamente indossate in base al taglio degli abiti ed alla forma delle scollature. Più o meno elaborate, leggere o pesanti, a maglie stampate con disegni geometrici o in trina aurea, smaltate o impreziosite da gemme colorate, erano dotate di moschettone per appendere ciondoli, orologi o ventagli. Alla notorietà di questo tipo di gioielli concorsero dame delle corti europee ed attrici: così i lacci da ventaglio furono chiamati leontine dal nome di un’attrice che ne decretò la fortuna.

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